Quest’anno al Pitti Fragranze 2023 a Firenze, è stato presentato al mercato italiano il brand Marc-Antoine Barrois. Un marchio di nicchia dallo straordinario impatto olfattivo,  a cui noi siamo affezionatissimi e con cui collaboriamo dal 2018. Ci siamo rincontrati su una splendida terrazza in centro a Firenze e fare dopo tanto tempo questa chiacchierata è stato un immenso piacere. Siamo fieri di aver visto crescere quest’azienda fin dagli esordi, credendo profondamente nel progetto, e vedere il successo odierno di Ganymede è davvero per noi un’importante soddisfazione professionale.

Parliamo delle tue boutiques, tutte e tre emanano questa splendida atmosfera, davvero magica, sembra quasi di entrare nel paese delle meraviglie.

 

Innanzitutto credo nel retail, credo nelle connessioni umane e penso che, quando compriamo un profumo, vogliamo entrare in un luogo dove saremo consigliati. Però al giorno d’oggi l’e-commerce va molto bene e certo puoi portare l’umanità online, ma non le emozioni.  Perciò voglio portare nelle mie boutique determinate emozioni e far emergere in chi le visita, dei ricordi di infanzia.

Quindi ho iniziato a collaborare con un artista,  Jean Francois Fourtou, un artista francese che però vive a Marrakech e che crea questi insetti giganteschi, con lo scopo di far  in qualche modo riflettere sul nostro rapporto con il mondo: siamo piccoli, siamo grandi? Qual è la reale dimensione delle cose? Ha creato per il mio store a Parigi, un’istallazione di cinquanta lumache enormi attaccate ovunque sui muri, come un’invasione di lumache nella boutique.

Ogni negozio è stato disegnato dall’architetto . E sono qualcosa di veramente unico. ci sono ovunque queste vetrate offuscate che ti circondano, a rappresentare la mia immaginazione; quando io e Quentin creiamo un profumo, l’idea scaturisce dalla nostra fantasia ed è qualcosa di molto offuscato.

All’inizio della creazione di un profumo non sappiamo mai cosa sarà, andiamo in una direzione non sapendo dove ci porterà esattamente. Perciò ho voluto questo vetro come appannato e annebbiato. Poi a Parigi abbiamo le lumache, a Londra abbiamo un coniglio blu enorme a testa in giù. Ed è un modo per far riflettere il cliente. E’ qualcosa che in qualche modo fa riemergere i tuoi ricordi di bambino, tornando in un universo molto innocente.

In un qualche modo anche io sono ancora un bambino e sono convinto che si possa avere 70 anni ed essere comunque molto giovane mentalmente. E’ Il miglior modo di vivere è con stupore,  vedere la bellezza nelle cose e sono una persona molto ottimista ed è un modo per me di invitare i miei clienti a condividere questa parte della mia personalità, quando entrano in negozio tutto deve trasmettere ottimismo. “

Questa fantasia che ti contraddistingue e questo universo fanciullesco che hai creato,  li troviamo anche nel tuo primo profumo B683, dedicato al piccolo principe.

 

Esatto, è uno dei libri più tradotti al mondo e per me porta con sé tutti i bellissimi valori che mi hanno insegnato da piccolo. Valori come prendersi cura delle persone che ami al di là delle difficoltà, il valore di prendersi il tempo per conoscere davvero una persona ed anche il valore di guardare il mondo con immaginazione e fantasia e non solo per quello che é realmente.  Ci sono tantissimi bellissimi insegnamenti in questo libro, che ho sul comodino da una vita.

Quindi ho voluto che il mio primo profumo comunicasse in qualche modo quei valori. B612 è il pianeta su cui vive il piccolo principe, io sono nato il 6 ottobre 1983, quindi ho voluto creare il mio pianeta creativo con B683. E’ sempre un provare a tirare fuori il meglio dalle fiabe, da tutto ciò da cui posso trarre ispirazione, rendere mio e condividere con gli altri.

Ed è proprio dal valore dell’amicizia che prende vita questa collezione di profumi. Come nasce il tuo rapporto con il pluri-premiato naso profumiere Quentin Bisch?

 

Quando incontrai Quentin gli dissi di avere questo splendido brand di couture maschile e femminile, sono un direttore artistico, quindi voglio creare qualcosa di nuovo ogni volta; realizzo gioielli, accessori, perché non fare un profumo? Non necessariamente sarà un grande successo, ma potremmo creare qualcosa di davvero bello e unico.

Ma il problema era che il mio vocabolario non è quello del profumo, ma del couture, quindi dovevamo trovare un modo per discutere. Quentin mi ha proposto di fare, quello che ho percepito essere una psicoanalisi olfattiva. Lo abbiamo fatto per sei mesi, sei mesi in  cui mi faceva annusare varie materie prime ed io gli riferivo le mie preferenze, in modo molto onesto. Non lo conoscevo bene all’epoca e mi sono trovato a raccontargli cose veramente intime, ricordi che scaturivano dagli odori, sia positivi che negativi.

Ed è proprio dal valore dell’amicizia che prende vita questa collezione di profumi. Come nasce il tuo rapporto con il pluri-premiato naso profumiere Quentin Bisch?

 

Quando incontrai Quentin gli dissi di avere questo splendido brand di couture maschile e femminile, sono un direttore artistico, quindi voglio creare qualcosa di nuovo ogni volta; realizzo gioielli, accessori, perché non fare un profumo? Non necessariamente sarà un grande successo, ma potremmo creare qualcosa di davvero bello e unico.

Ma il problema era che il mio vocabolario non è quello del profumo, ma del couture, quindi dovevamo trovare un modo per discutere. Quentin mi ha proposto di fare, quello che ho percepito essere una psicoanalisi olfattiva. Lo abbiamo fatto per sei mesi, sei mesi in  cui mi faceva annusare varie materie prime ed io gli riferivo le mie preferenze, in modo molto onesto. Non lo conoscevo bene all’epoca e mi sono trovato a raccontargli cose veramente intime, ricordi che scaturivano dagli odori, sia positivi che negativi.

Fotografia Ritratto di Marc-Antoine Barrois e del naso profumiere Quentin Bisch

Alla fine abbiamo realizzato che a livello di ancoraggi olfattivi, eravamo praticamente gemelli. E’ abbastanza unico nella vita incontrare qualcuno che assegna il tuo stesso significato al cuoio per esempio, mio padre è un insegnate come il suo, per cui…ma in generale, oltre a questo e all’età abbiamo un sacco di altre cose in comune.

Il nostro rapporto ha avuto inizio con il rispetto, a cui si è aggiunta la fiducia e con il tempo siamo diventati davvero amici e ora possiamo davvero goderci del tempo insieme. E’ una relazione molto unica, che rende davvero bello lavorare insieme.

Al giorno d’oggi il fast-fashion ha preso piede, cosa consiglieresti a chi vuole vestirsi con eleganze, in modo etico con poco budget?

 

Inizierei dicendo che non è una questione di comprare capi preziosi o meno costosi. La vera challenge dei giorni nostri è comprare meno. Dobbiamo decisamente comprare meno. Il nostro mondo è limitato e non possiamo continuare a produrre quanto stiamo facendo ora. Quando ho creato il mio brand ho pensato, vorrei invitare le persone a comprare meno ma meglio. Io, per esempio, faccio solo pezzi unici su misura.  Ma non c’è solo questo modello, quello che faccio io è molto speciale ed esclusivo, ma non necessariamente accessibile a tutti. Ma al giorno d’oggi c’è il fast-fashion, o addirittura l’ultra-fast-fashion, che mi fa venire la nausea, perché è l’opposto di durabilità dei capi, che è la direzione verso cui dovremmo andare. Ma in ogni caso se, il tuo potere di acquisto è limitato, il segreto è prendersi cura dei propri vestiti. I vestiti, indipendentemente che siano pezzi costosi, fatti ad opera d’arte a Parigi, o siano molto meno cari e ben fatti, inquinano tutti allo stesso modo.

Anche semplicemente tingere le stoffe è un processo inquinante. Quindi bisogna prendersi cura dei propri capi, non è che perchè una t-shirt costa due euro, ne puoi comprare venti euro. Bisogna comprare meno, solo quello che serve e prendersi cura di ciò che si ha.

Quando vedo le generazioni più giovani essere così preoccupate dell’ecologia e della sostenibilità, entrambi concetti che mi stanno a cuore. Anche io mi preoccupo molto di queste problematiche e penso che sia mio dovere  migliorare i nostri processi di produzione per rendere i nostri prodotti più green e sostenibili possibile. Tuttavia vedo la stessa generazione buttarsi a capofitto nel fast-fashion e nell’ultra fast-fashion. Dobbiamo davvero cambiare il paradigma, comprare meno non rende meno felici, la felicità si raggiunge solo tramite le relazioni umane e le emozioni. Insomma, bisogna concentrarsi sul altre priorità.

Ultima domanda, quest’anno è uscito Ganymede Extrait e nel 2020 B683 Extrait, possiamo aspettarci un Encelade Extrait prossimamente?

 

Non a breve. Quando lavoriamo su un estratto, è sempre un piacere prendere di nuovo in mano un universo creativo su cui abbiamo già lavorato. Quindi sono sicuro che un giorno vorrò fare anche un Encelade Extrait. Ma, al momento, dobbiamo prenderci del tempo e magari pensare ad altre storie da raccontare. Non sappiamo ancora la direzione che prenderemo ma abbiamo delle idee e penso che avremo altre cose da mostrare prima dell’estratto di Encelade. Il tempo per noi è l’ingrediente più importante delle nostre creazioni.

L’eleganza senza tempo

B683

Flacone png di b683 Marc-Antoine Barrois
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